Il barocco Pontremolese

Definita nel ‘200 da Federico II “l’unica chiave e porta della Toscana”, Pontremoli si trova all’estremo nord della Toscana, in Lunigiana. Con il passaggio al Granducato di Toscana nel 1650 ha inizio per la città una lunga  stagione di prosperità  che si protrae fino all’inizio dell’800. 

Così l'antico e severo borgo medievale adagiato tra due fiumi (la Magra e il Verde), dominato dall’imponente Castello del Piagnaro (sede del Museo delle Statue Stele Lunigianesi ) e celebre in età comunale  per le sue torri e i suoi ponti fortificati, si trasforma rapidamente in una moderna, ricca e fiorente città, dove la nuova borghesia mercantile edifica splendidi palazzi e raffinati complessi religiosi.

La vivacità economica e culturale, il mecenatismo, la voglia di stupire e di emergere, la presenza di artisti di calibro e influssi stilistici provenienti da regioni diverse creano un insieme straordinario che rende questa cittadina della Toscana culla di capolavori e nuove elaborazioni artistiche.

Il barocco Pontremolese, mix di elementi Toscani, Liguri e Settentrionali, si esprime attraverso la “quadratura” (cioè la pittura ad affresco che simula su volte e pareti elementi architettonici e sfondamenti prospettici) e su una tavolozza leggerissima (fatta di verdi chiari, gialli oro, rosa, violetti, azzurri), elementi portanti intrecciati al gusto scenografico ma anche alla mitologia (nei palazzi privati) e alla devozione religiosa (nelle chiese, oratori, sacrestie).

Protagoniste di questa stagione sono alcune botteghe di pittori che, ciascuna con la propria caratteristica specializzazione, dominano la scena artistica in città per quasi due secoli: i Natali, i Galeotti, i Contestabili.

Quali i monumenti da non perdere? Innanzitutto i palazzi del centro città: Palazzo Dosi Magnavacca con l’imponenza del suo salone di rappresentanza e le sue ricche e curiose storie mitologiche, palazzo Pavesi, il più imponente della città affacciato sulla Piazza del Comune, palazzo Petrucci e molti altri ancora.

E che dire delle chiese: non solo la ricca e solenne Cattedrale di Santa Maria Assunta, ma anche l’elegante chiesa di San Francesco, la raffinatissima Sacrestia seicentesca della SS. Annunziata e, dulcis in fundo, il piccolo Oratorio di Nostra Donna, capolavoro assoluto del barocco Pontremolese.

 


 


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